Siracusa (sabato, 7 febbraio 2026) — Dietro le luci di una zona commerciale sempre più densa di attività orientali, si nascondeva un dramma di sfruttamento e paura. La Polizia di Stato di Siracusa ha fatto irruzione in un appartamento nei pressi di viale Zecchino, smantellando quella che era diventata una vera e propria casa di prostituzione.
di Benedetta Rubini
All’interno, gli agenti della Squadra Mobile hanno trovato due giovani donne cinesi, vittime di un inganno crudele: arrivate in Italia con la promessa di un lavoro onesto, erano state costrette a vendere il proprio corpo. Il meccanismo di coercizione era psicologico e spietato: le donne vivevano nel terrore, minacciate di essere rimpatriate se si fossero rifiutate di obbedire.
A gestire l’attività illecita era una coppia di connazionali – un uomo di 70 anni e una donna di 50 – che sono stati denunciati per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le due vittime sono state immediatamente trasferite in una struttura protetta, mentre le indagini proseguono. Gli inquirenti sospettano che questo appartamento sia solo la punta dell’iceberg di un più vasto traffico di esseri umani gestito sulla rotta Cina-Sicilia.
Last modified: Febbraio 7, 2026

