Siracusa (martedì, 29 luglio 2025) — Era morto a 52 anni a causa di un tumore polmonare da esposizione ad amianto, era un membro della marina militare. Dopo anni il Tribunale del lavoro ha sancito che si tratta di una vittima del dovere.
di Giuseppe Patti
È divenuta definitiva la sentenza del Tribunale del Lavoro di Siracusa che riconosce Francesco Tomasi, originario di Melilli e meccanico navale della Marina Militare, come vittima del dovere. Il 52enne è deceduto nel 2017 a causa di un tumore al polmone, ricollegato all’esposizione prolungata all’amianto durante il servizio. Tra il 1984 e il 1986 aveva operato al Maricentro di Taranto e successivamente sulla nave Intrepido, dove era quotidianamente a contatto con fibre d’amianto, invisibili ma letali, senza alcun adeguato dispositivo di protezione.
La malattia è stata diagnosticata nel giugno 2017 e, in soli quattro mesi, Tomasi è morto lasciando la moglie e due figli. È stata proprio la famiglia a iniziare una lunga battaglia legale per ottenere il riconoscimento dei diritti spettanti, con il supporto legale dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha seguito il caso.
Il Ministero della Difesa, inizialmente contrario al riconoscimento, è stato condannato a corrispondere circa 700mila euro alla famiglia tra speciale elargizione e arretrati dei vitalizi, oltre a un assegno mensile di circa 2.400 euro. Bonanni ha commentato con amarezza: “La sentenza restituisce un po’ di dignità a chi ha servito lo Stato e ne è stato abbandonato. L’amianto continua a uccidere, e i riconoscimenti arrivano solo dopo dure lotte giudiziarie. È un’ingiustizia che va fermata”.
Last modified: Luglio 29, 2025

