Siracusa (sabato, 13 dicembre 2025) — La festa di Santa Lucia si rinnova con una forte partecipazione popolare in piazza Duomo. L’arcivescovo Lomanto, nel suo discorso, richiama la città a riscoprire le radici spirituali e a contrastare il relativismo moderno. Un appello che unisce tradizione, attualità e responsabilità collettiva.
di Giuseppe Patti
Con qualche minuto di anticipo rispetto al programma, il simulacro di Santa Lucia ha lasciato la Cattedrale alle 15.20 per incontrare i fedeli radunati in piazza Duomo. Per motivi di sicurezza, legati alla presenza di impalcature sul sagrato, i berretti verdi hanno portato a spalla la Santa direttamente in piazza, dando inizio a uno dei momenti più intensi della festa.
Dal balcone dell’arcivescovado, l’arcivescovo Francesco Lomanto ha pronunciato il suo tradizionale discorso, rivolgendosi a una piazza colma di emozione. Al centro del suo intervento, una riflessione sul tempo presente, descritto come una fase di smarrimento spirituale segnata da un “paganesimo moderno” fatto di compromessi, relativismo e perdita di valori. L’invito è stato chiaro: rimanere uniti nella fede in Gesù per affrontare le sfide della storia seminando la Parola di Dio.
Lomanto ha indicato Santa Lucia come modello luminoso di coerenza evangelica, capace di rifiutare le lusinghe del mondo fino al martirio. Una fede vissuta come scelta radicale di luce, contro il buio del peccato, della violenza e del malaffare. Nel suo discorso ha anche richiamato la lettera di Papa Francesco, che invita la comunità a “stare dalla parte della luce”, anche quando questo comporta sacrificio.
Infine, l’arcivescovo ha ricordato con orgoglio la storia cristiana di Siracusa, sottolineando come questa eredità rappresenti non solo un privilegio, ma una grande responsabilità da custodire e trasmettere.
Last modified: Dicembre 13, 2025

