Scritto da 12:51 pm Siracusa, Attualità, Top News

Per salutare Salvo è stato messo un casco sulla bara

Siracusa — Nella giornata di ieri è avvenuto l’ultimo saluto a Salvo Campisi, travolto ed ucciso da un automobilista. Per l’ultimo saluto è stato messo un casco sulla bara per ricordare lui e la sua passione.

di Giuseppe Patti

Il giubbotto da motociclista e il casco appoggiati sulla bara, nel mezzo della chiesa, raccontavano più di qualunque parola la passione che aveva accompagnato Salvo Campisi per tutta la vita. Accanto, una foto che lo ritrae sorridente mentre guida la sua moto: un’immagine che per molti resterà il simbolo della sua energia e della sua allegria. Così la comunità ha dato l’ultimo saluto al cinquantenne, morto tragicamente domenica pomeriggio sull’autostrada Catania–Messina, dopo essere stato travolto mentre controllava un problema a uno pneumatico.

Nella chiesa di Santa Rita si sono radunati amici storici, compagni di viaggio e colleghi, tutti profondamente scossi. Attorno alla famiglia, piegata da un dolore immenso, si è stretto un abbraccio collettivo. Campisi lascia due figli, e il vuoto creato dalla sua improvvisa scomparsa è apparso evidente nei volti commossi di chi lo conosceva anche solo di sfuggita. Molti lo ricordano come un uomo solare, capace di trasmettere una carica positiva contagiosa.

Durante l’omelia, padre Sudano ha invitato i presenti a cercare nella fede una chiave per affrontare l’inspiegabile. Le tragedie, ha detto, restano dure da accettare, ma trovano un senso nella promessa cristiana di una vita oltre la morte: “Non c’è il nulla, ma l’accoglienza di Cristo, che chiama Salvo tra i beati”.

Il sacerdote ha rivolto anche un pensiero al perdono, ricordando che alla base dell’amore cristiano c’è la capacità di non cedere all’odio, perfino quando il dolore sembra insormontabile.

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Last modified: Novembre 21, 2025
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