Siracusa (martedì, 2 settembre 2025) — Sono stati sequestrati due fucili che non erano correttamente registrati a due cacciatori della zona, scoppia quindi la polemica circa l’utilizzo proprio o improprio delle armi da fuoco da parte dei cacciatori.
di Giuseppe Patti
Le frizioni tra chi pratica la caccia e chi vive nelle aree limitrofe non rappresentano una novità: il rumore degli spari, le preoccupazioni legate alla sicurezza e i timori per l’uso improprio delle armi sono da tempo fonte di tensione. A Siracusa, nelle ultime ore, la Polizia di Stato è stata chiamata a intervenire in due distinti episodi che hanno visto protagonisti cacciatori armati.
Il primo caso si è verificato nella serata di ieri, in un complesso residenziale della zona alta della città. Un uomo, rientrato da una battuta di caccia, ha incontrato un vicino intento a portare a spasso il proprio cane. La discussione sorta sull’animale è degenerata velocemente: il cacciatore avrebbe minacciato di sparare al cane e successivamente, sebbene l’arma fosse ancora nel fodero, l’avrebbe puntata anche contro il vicino. A seguito della segnalazione, gli agenti delle Volanti hanno disposto il ritiro delle licenze di porto d’armi (per caccia e uso sportivo), di sei fucili da caccia, tre pistole e munizionamento.
Il secondo episodio è avvenuto in mattinata a Belvedere, dove un ex cacciatore, comunque in possesso regolare di un fucile, ha avuto un acceso litigio con un parente. Anche in questa circostanza, in via cautelativa, le forze dell’ordine hanno provveduto al sequestro dell’arma.
Due vicende diverse ma accomunate dallo stesso problema: la difficoltà di garantire una convivenza pacifica tra la passione venatoria e la quotidianità di chi abita in aree residenziali, dove la presenza delle armi suscita inevitabili preoccupazioni.
Last modified: Settembre 2, 2025

