Siracusa — Altre scoperte archeologiche sono state fatte nei fondali di Ortigia, ancora una volta delle scoperte restituite dal mare e conservate chissà da quanti anni nei fondali della città siracusana, una delle più fornite archeologicamente della regione.
di Giuseppe Patti
Il relitto tardo-antico rinvenuto nel 2019 nei fondali di Ognina continua a rivelarsi una miniera di informazioni per gli archeologi. Nell’ambito della missione scientifica “Relitto delle Olle”, coordinata dalla Soprintendenza del Mare e diretta operativamente da Fabio Portella con la supervisione di Ninny Di Grazia, è stato possibile definire l’orientamento dell’imbarcazione e del suo carico grazie a una dettagliata documentazione tridimensionale e a una prima pulizia stratigrafica dei sedimenti. Le analisi hanno messo in luce numerosi reperti, consentendo di stimare che si trattasse probabilmente di una nave oneraria lunga tra i 15 e i 18 metri e larga circa 5-6.
Durante le più recenti immersioni sono stati recuperati, tra gli altri reperti, un secondo bollitore monoansato e una olla biansata con coperchio, ampliando ulteriormente il quadro delle conoscenze. L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha sottolineato l’importanza delle tecnologie impiegate per chiarire natura e cronologia dell’imbarcazione, mentre il soprintendente Ferdinando Maurici ha evidenziato l’eccezionale stato di conservazione del carico, rimasto intatto e indenne da danni moderni.
Le prossime fasi della ricerca punteranno a delimitare con precisione l’intero carico per ricostruire le dimensioni originarie della nave. Le tracce di legno rinvenute fanno pensare che sotto i materiali ceramici possa essersi preservata parte della struttura dello scafo.
Le scoperte odierne affondano le radici nel 2019, quando Portella e Stefano Gualtieri individuarono le prime tracce a 70 metri di profondità durante una mappatura dei vecchi cavi della Pirelli. Nel 2021 fu localizzato il nucleo principale del sito, databile tra V e VI secolo d.C., caratterizzato da numerosi contenitori ceramici e coperchi, alcuni dei quali recuperati per studi preliminari.
Last modified: Novembre 14, 2025

