Siracusa — La raccolta di rifiuti porta a porta a Siracusa sta fallendo miseramente, per questo la giunta studierà un metodo alternativo per raccogliere i rifiuti nella città. Attese novità nel corso dei prossimi giorni.
di Giuseppe Patti
A sei anni dall’introduzione del sistema di raccolta porta a porta a Siracusa, il bilancio è tutt’altro che positivo. I dati più recenti – 50,32% di raccolta differenziata secondo ISPRA e circa 53% secondo il Comune – restano lontani dal 65% minimo previsto e dagli obiettivi di risparmio promessi nel 2019. L’appalto settennale affidato alla Tekra per oltre 120 milioni di euro imponeva un incremento graduale della differenziata, con penali severe in caso di mancato raggiungimento delle soglie, ma tali risultati non si sono concretizzati.
Il sistema mostra debolezze in ogni anello della catena: cittadini poco collaborativi, controlli insufficienti e infrastrutture carenti. Gli abbandoni di rifiuti, i roghi e l’uso improprio dei carrellati sono all’ordine del giorno. A peggiorare la situazione, la presenza di un solo centro di raccolta comunale operativo, mentre quello di contrada Arenaura è inattivo da tempo. L’assenza di una tariffazione puntuale – promessa più volte – riduce la motivazione dei cittadini, che non percepiscono vantaggi economici per un corretto conferimento.
Anche la morfologia del territorio complica la gestione: case sparse, contrade costiere e aree rurali rendono poco efficiente il modello unico del porta a porta. Da qui l’esigenza di soluzioni ibride, come cassonetti “intelligenti” accessibili con tessera o raccolta multimodale per frazioni diverse.
La produzione di rifiuti resta alta: 521 kg pro capite nel 2023, ben sopra la media regionale. Un segnale evidente che la “rivoluzione culturale” annunciata non è ancora decollata e che Siracusa deve ripensare il proprio sistema di gestione ambientale.
Last modified: Ottobre 29, 2025

