Siracusa — Gli incendi di rifiuti nelle zone limitrofe alla città continuano a moltiplicarsi, sempre più cittadini bruciano l’immondizia e creano disagi anche a livello ambientale, nonostante le pene amare in caso di scoperta.
di Giuseppe Patti
A Siracusa la situazione legata agli incendi di rifiuti sta assumendo contorni preoccupanti. Quello che un tempo era un fenomeno sporadico è ormai diventato un problema ricorrente, tanto nelle zone centrali quanto nelle periferie e nelle contrade marine. Episodi recenti si sono verificati in via Sofio Ferrero, ma anche nelle aree di Fontane Bianche, Fanusa e Arenella, dove i residenti denunciano continui roghi di cumuli di immondizia e materiali abbandonati.
L’ultimo caso segnalato risale alle ultime ore: tra via delle Muse e via Lago Pergusa, a Fontane Bianche, qualcuno avrebbe dato alle fiamme i rifiuti accatastati per “liberare spazio” e tornare ad abbandonare sacchetti di indifferenziata. L’intervento dei Vigili del fuoco ha evitato che l’incendio si propagasse ulteriormente, ma la nube tossica prodotta dalla combustione ha reso l’aria irrespirabile. I cittadini hanno dovuto chiudere finestre e restare in casa per ore, preoccupati per gli effetti della diossina sprigionata.
Cresce la rabbia dei residenti, che chiedono soluzioni concrete e controlli più severi. “Ogni volta che segnaliamo, ci dicono che senza la flagranza di reato non si può intervenire – denuncia Marcella, una delle abitanti della zona – ma è inaccettabile che tutto resti impunito”.
Un fenomeno che non solo danneggia l’ambiente, ma mette a rischio la salute pubblica e alimenta un senso diffuso di abbandono e impotenza nella comunità siracusana.
Last modified: Ottobre 29, 2025

